La colica renale è il dolore che non trova posizione: comincia al fianco, si irradia verso l'inguine e il testicolo, va e viene a ondate, si accompagna a nausea e a un bisogno continuo di muoversi. Chi la vive per la prima volta la riconosce per questo: in nessun'altra condizione addominale il paziente non riesce a stare fermo.
- Come si riconosce
- Dolore al fianco a ondate, irradiato verso l'inguine e il testicolo, con nausea e impossibilità di stare fermi.
- Durante la colica
- Ketoprofene o diclofenac e calore locale; bere molta acqua durante l'attacco peggiora il dolore. Pronto soccorso con febbre e brividi, dolore che non risponde, impossibilità di urinare, rene unico o trapiantato.
- Esami
- Ecografia di reni e vescica; TC senza contrasto a bassa dose quando serve certezza su sede e dimensioni. Il calcolo espulso va conservato per l'analisi.
- Passa da solo?
- Pochi millimetri nel tratto distale dell'uretere spesso sì; sopra i sei-sette millimetri raramente. L'attesa ragionevole è di quattro-sei settimane.
- Trattamenti
- Litotrissia extracorporea, ureteroscopia con laser, nefrolitotrissia percutanea nei calcoli renali voluminosi.
- Prevenzione
- Circa due litri e mezzo di urina nelle ventiquattro ore, meno sale, proteine animali moderate, calcio alimentare invariato.
- Visita
- Visita urologica 150 € con ecografia nello stesso accesso.
Che cosa fare durante la colica
Il farmaco più efficace, in assenza di controindicazioni, è un antinfiammatorio non steroideo: ketoprofene 100 mg, diclofenac 75 mg per via intramuscolare, ketorolac quando serve la via endovenosa. Sono più utili degli antispastici perché abbassano la pressione dentro la via urinaria, non solo la percezione del dolore. Con un'insufficienza renale, un'ulcera o una terapia anticoagulante in corso si ripiega sul paracetamolo 1 g, e gli oppioidi restano una risorsa del pronto soccorso per i dolori che non cedono. Il calore locale aiuta. Bere grandi quantità di acqua durante l'attacco, invece, è un consiglio diffuso e sbagliato: aumenta la pressione a monte dell'ostruzione e peggiora il dolore.
Si va in pronto soccorso senza aspettare quando c'è febbre con brividi, quando il dolore non risponde ai farmaci, quando non si riesce a urinare, quando si ha un rene solo o un trapianto, o quando compaiono vomito incoercibile e segni di disidratazione. La febbre associata a un'ostruzione è un'urgenza vera, perché configura una pielonefrite ostruttiva.
Perché si formano
Nella maggioranza dei casi i calcoli sono di ossalato di calcio. Esistono poi i calcoli di acido urico, che si formano nelle urine acide e sono gli unici che si possono sciogliere con la terapia medica; quelli di struvite, legati a infezioni da germi ureasi-produttori; quelli di cistina, rari e geneticamente determinati.
I fattori che pesano di più sono la scarsa idratazione, l'eccesso di sale, un apporto proteico animale elevato, l'obesità, alcune malattie metaboliche e la familiarità. Il calcio alimentare, al contrario di quanto si crede, non va ridotto: una dieta povera di calcio aumenta l'assorbimento intestinale di ossalato e fa formare più calcoli, non meno.
Diagnosi
L'ecografia renale e vescicale è il primo esame: vede la dilatazione delle vie urinarie, i calcoli renali e quelli del tratto terminale dell'uretere, ed è priva di radiazioni. Il tratto medio dell'uretere resta un punto cieco, e per questo la TC senza mezzo di contrasto a bassa dose resta l'esame di riferimento quando serve certezza su sede e dimensioni.
Si completa con esame delle urine, creatinina, emocromo, calcemia e uricemia. Il calcolo espulso va conservato e portato per l'analisi: è l'unico modo per sapere di che cosa è fatto, e quindi per impostare una prevenzione sensata invece che generica.
Espulsione spontanea: cosa aspettarsi
La dimensione comanda. Un calcolo di pochi millimetri nel tratto distale dell'uretere ha buone probabilità di passare da solo; sopra i sei-sette millimetri le probabilità crollano. La terapia medica espulsiva con un alfa-litico off-label — tamsulosina 0,4 mg o silodosina 8 mg una volta al giorno — non sposta nulla sui calcoli piccoli e può aiutare in quelli ureterali distali sopra i cinque millimetri, con un antinfiammatorio nei giorni di dolore, e il periodo di attesa ragionevole è di quattro-sei settimane, a condizione che il dolore sia controllabile e non ci siano infezione né compromissione renale.
Oltre quel tempo l'ostruzione persistente danneggia il rene, anche in assenza di sintomi importanti: un'idronefrosi silenziosa è più pericolosa di una colica rumorosa.
I trattamenti
La litotrissia extracorporea frammenta il calcolo con onde d'urto dall'esterno, senza incisioni; funziona bene su calcoli non troppo duri e in sedi favorevoli, e richiede talvolta più sedute.
L'ureteroscopia, con strumenti rigidi o flessibili e laser, raggiunge il calcolo per via naturale e lo frammenta sotto visione diretta: ha le percentuali di successo più alte in una sola seduta e spesso comporta il posizionamento temporaneo di uno stent ureterale.
La nefrolitotrissia percutanea si riserva ai calcoli renali voluminosi, attraverso un tramite creato nel fianco.
Sullo stent conviene dire la verità in anticipo: fastidio al fianco durante la minzione, urgenza e qualche traccia di sangue nelle urine sono normali finché resta in sede. I pazienti avvisati lo tollerano; quelli non avvisati telefonano preoccupati ogni settimana.
Evitare la seconda colica
Chi ha avuto un calcolo ha una probabilità elevata di averne un altro entro dieci anni, e qui la prevenzione vale più di qualunque tecnologia. L'obiettivo pratico è un volume urinario di circa due litri e mezzo nelle ventiquattro ore, distribuito anche nelle ore serali; ridurre il sale; moderare le proteine animali; mantenere il calcio alimentare ai livelli raccomandati; perdere peso se necessario. Nei recidivanti lo studio metabolico delle urine delle ventiquattro ore permette terapie mirate.
Quando lo studio metabolico trova un bersaglio i farmaci sono pochi e precisi: citrato di potassio 2-3 g due volte al giorno se il citrato urinario è basso, che alcalinizza le urine ed è anche il modo di sciogliere i calcoli di acido urico, al pari del bicarbonato di sodio; idroclorotiazide 25 mg al giorno quando il calcio urinario è elevato; allopurinolo 100-300 mg nelle iperuricosurie. Nei calcoli di struvite nessuna compressa basta: servono l'eradicazione dell'infezione e la rimozione completa del calcolo, perché un frammento residuo li fa riformare.
Nessuno di questi farmaci si imposta su un referto ecografico. Citrato, tiazidico e allopurinolo nascono dallo studio metabolico delle urine e dagli esami del sangue, richiedono la prescrizione e vanno rivisti nel tempo con chi li ha prescritti: i dosaggi qui sono il riferimento dell'adulto, non una terapia da iniziare dopo la prima colica.
Il controllo ecografico periodico intercetta i calcoli asintomatici prima che diventino coliche.
Domande frequenti
Bere molta acqua durante la colica aiuta a espellere il calcolo?
No, peggiora il dolore: aumenta la pressione a monte dell'ostruzione. È uno dei consigli più diffusi e più sbagliati. Durante l'attacco servono un antinfiammatorio non steroideo, più efficace degli antispastici, e il calore locale; l'idratazione abbondante è utile dopo, nella prevenzione.
Devo ridurre il calcio nella dieta?
No, ed è l'errore più comune. Una dieta povera di calcio aumenta l'assorbimento intestinale di ossalato e fa formare più calcoli, non meno: il calcio alimentare va mantenuto ai livelli raccomandati. Quello che conviene ridurre è il sale, insieme a un apporto moderato di proteine animali.
Quanto si può aspettare che passi da solo?
Quattro-sei settimane, e solo se il dolore è controllabile e non ci sono infezione né compromissione renale. Oltre quel tempo l'ostruzione persistente danneggia il rene anche senza sintomi importanti: un'idronefrosi silenziosa è più pericolosa di una colica rumorosa. Sopra i sei-sette millimetri le probabilità di espulsione crollano.
Lo stent ureterale dà fastidio?
Sì, ed è previsto: fastidio al fianco durante la minzione, urgenza e qualche traccia di sangue nelle urine sono normali finché resta in sede. Chi viene avvisato prima lo tollera senza allarmarsi; i sintomi che richiedono una telefonata sono invece la febbre e un dolore che non si controlla con i farmaci.
Perché devo conservare il calcolo espulso?
Perché è l'unico modo per sapere di che cosa è fatto, e la composizione cambia la prevenzione: i calcoli di acido urico, per esempio, sono gli unici che si sciolgono con la terapia medica, alzando il pH delle urine con citrato di potassio o bicarbonato. Senza l'analisi la prevenzione resta generica, e chi ha avuto un calcolo ha una probabilità elevata di averne un altro entro dieci anni.
Dopo la prima colica l'appuntamento utile è una visita urologica con ecografia di reni e vescica nello stesso accesso, 150 euro e referto alla fine (tariffario): portate il referto del pronto soccorso, le immagini della TC se è stata eseguita e, se lo avete recuperato, il calcolo espulso. Si prenota al numero unico +39 051 952 7971, sedi nella pagina contatti.
