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Cistite

Infezione vescicale nell'uomo: sempre da indagare.

Bruciore a urinare, urgenza, bisogno di andare in bagno ogni poco, a volte sangue nelle urine. Nella donna la cistite è un evento comune e spesso banale. Nell'uomo no: l'uretra è lunga, la prostata produce sostanze ad azione antibatterica, e un'infezione vescicale maschile viene considerata complicata per definizione. La domanda clinica, in un uomo, non è solo «quale antibiotico» ma «perché è successo».

Nell'uomo non è banale
Un'infezione vescicale maschile è complicata per definizione: la domanda non è solo quale antibiotico, ma perché è successa.
Che cosa cercare dietro
Ostruzione da ipertrofia prostatica con residuo, prostatite cronica batterica, calcoli, stenosi uretrale, diabete mal controllato, cateterismi.
Errore da non fare
Iniziare l'antibiotico prima dell'urinocoltura: dopo la prima compressa la coltura perde valore e nelle recidive quel risultato manca.
Quando non è un'infezione
Colture ripetutamente negative con gli stessi sintomi: uretrite, vescica dolorosa, sindrome pelvica di origine muscolare.
Esami
Urinocoltura con antibiogramma, glicemia, creatinina, ecografia renale e vescicale con residuo post-minzionale.
Antibiotici
Ciprofloxacina o levofloxacina quando l'antibiogramma le consente, trimetoprim-sulfametossazolo in alternativa; la nitrofurantoina non raggiunge la prostata e nell'uomo spesso non basta.
Regola che non si salta
L'ematuria che resta dopo la guarigione dell'infezione va studiata sempre, a qualunque età e soprattutto nei fumatori.
Visita
Visita urologica 150 € con ecografia e misura del residuo nello stesso appuntamento.

Che cosa c'è quasi sempre dietro una cistite maschile

Nell'uomo adulto la cistite è di rado un evento isolato. Le cause da cercare sono l'ostruzione al deflusso urinario, soprattutto da ipertrofia prostatica, con residuo di urina in vescica che funziona da terreno di coltura; la prostatite cronica batterica, in cui lo stesso germe ricompare dopo ogni ciclo; la calcolosi vescicale o renale; la stenosi uretrale; il diabete mal controllato; i cateterismi, anche occasionali.

Un episodio singolo in un uomo giovane, sano e senza fattori di rischio esiste, ma resta l'eccezione, e anche in quel caso va cercata una causa comportamentale o un'infezione sessualmente trasmessa.

Non sempre è un'infezione

Gli stessi sintomi, con urinocolture ripetutamente negative, orientano verso altro: un'uretrite da germi che non crescono nelle colture di routine, una sindrome della vescica dolorosa, la sindrome dolorosa pelvica cronica di origine muscolare. Insistere con gli antibiotici in questi quadri non risolve niente e ritarda la diagnosi corretta anche di anni.

Gli esami che non vanno saltati

Esame delle urine con urinocoltura prima di iniziare l'antibiotico: dopo la prima compressa la coltura perde valore, e nelle recidive quel risultato mancante si rimpiange. Nell'uomo l'antibiogramma non è un lusso, è la base della scelta terapeutica.

Si aggiungono glicemia, creatinina e un'ecografia renale e vescicale con residuo post-minzionale, che in pochi minuti dice se c'è ostruzione, calcoli o una parete vescicale ispessita. Nelle forme ricorrenti o con ematuria persistente l'indagine prosegue con esami di secondo livello.

L'ematuria che resta dopo la guarigione dell'infezione va sempre studiata, a qualunque età e soprattutto nei fumatori: è la regola che più spesso viene dimenticata, e l'unica il cui mancato rispetto può costare caro.

La terapia

La scelta dell'antibiotico segue l'antibiogramma e tiene conto della penetrazione prostatica: nell'uomo molte infezioni vescicali coinvolgono la prostata, e farmaci che non vi arrivano producono guarigioni apparenti seguite da ricadute puntuali. Per lo stesso motivo le durate sono più lunghe rispetto alla cistite femminile non complicata, e la terapia va completata anche quando i sintomi spariscono dopo due giorni.

  • Ciprofloxacina 500 mg due volte al giorno o levofloxacina 500 mg al giorno, per sette-quattordici giorni: arrivano nel tessuto prostatico, ed è il motivo per cui nell'uomo restano la prima scelta quando l'antibiogramma le consente. Hanno restrizioni d'uso decise a livello europeo e non si prescrivono alla leggera.
  • Trimetoprim-sulfametossazolo 160/800 mg due volte al giorno per sette-quattordici giorni: penetrazione prostatica buona, è l'alternativa principale ai chinoloni.
  • Nitrofurantoina 100 mg due volte al giorno: agisce dentro la vescica e nella prostata non arriva. Nell'uomo con sospetto coinvolgimento prostatico è una scelta sbagliata, e spiega buona parte delle ricadute a due settimane dalla fine della cura.
  • Fosfomicina trometamolo 3 g: la bustina unica è pensata per la cistite semplice della donna. Nell'uomo, quando la si usa, va ripetuta ogni due-tre giorni per più somministrazioni.
  • Cefixima o un'altra cefalosporina orale quando l'antibiogramma non lascia alternative: efficaci sulla vescica, modeste sulla prostata.

Nel frattempo aiutano l'idratazione abbondante, l'analgesia con paracetamolo 1 g o ibuprofene 600 mg e la regolarizzazione dell'alvo. Il controllo post-terapia serve a verificare l'eradicazione, non a rassicurare. Le dosi che ho scritto sono quelle dell'adulto con reni che funzionano: sono tutti farmaci su ricetta, si scelgono sull'antibiogramma, e la bustina avanzata dalla volta precedente resta la peggiore delle soluzioni.

Le recidive

Parlare di recidiva ha senso solo dopo aver distinto due situazioni: la ricaduta, cioè lo stesso germe che ritorna entro poche settimane, che indica un serbatoio non bonificato come la prostata o un calcolo; e la reinfezione, cioè un germe diverso, che indica piuttosto un problema di svuotamento o di igiene.

La strategia cambia di conseguenza: nel primo caso si lavora sul serbatoio, nel secondo sullo svuotamento vescicale e sui fattori predisponenti. In entrambi i casi la profilassi antibiotica a lungo termine, nell'uomo, va usata con molta cautela e solo dopo aver escluso le cause correggibili.

Quando non aspettare

Febbre con brividi, dolore lombare, vomito o malessere importante non sono più una cistite: indicano un interessamento renale e richiedono una valutazione urgente. Lo stesso vale per l'impossibilità di urinare con vescica dolente.

Prevenzione realistica

Bere in modo regolare durante la giornata, non trattenere l'urina, svuotare completamente la vescica prendendosi il tempo necessario, trattare la stipsi, controllare la glicemia, urinare dopo i rapporti. Fra i prodotti non antibiotici i più studiati sono il D-mannosio 2 g al giorno, gli estratti di mirtillo rosso titolati in proantocianidine, la metenamina ippurato 1 g due volte al giorno e il lisato batterico per bocca assunto per tre mesi: nell'uomo i dati sono più deboli che nella donna, e li propongo accanto a una causa già corretta, non al posto di quella. Nessun integratore sostituisce la correzione di un'ostruzione: se il residuo post-minzionale è elevato, è quello il bersaglio.

Domande frequenti

Posso riprendere l'antibiotico che aveva funzionato l'altra volta?

È la scorciatoia che fa più danni. Nell'uomo l'urinocoltura con antibiogramma va eseguita prima della prima compressa: dopo l'inizio della terapia la coltura perde valore, e nelle recidive quel risultato mancante costringe a ripartire da capo. Senza antibiogramma la scelta del farmaco è un tentativo.

I sintomi sono passati in due giorni: posso sospendere?

No. Nell'uomo molte infezioni vescicali coinvolgono la prostata e le durate sono più lunghe rispetto alla cistite femminile non complicata: interrompere alla scomparsa del bruciore produce guarigioni apparenti seguite da ricadute puntuali. Il controllo dopo la terapia serve a verificare l'eradicazione, non a rassicurare.

La cistite si trasmette con i rapporti?

La cistite in sé non è una malattia a trasmissione sessuale. In un uomo giovane senza fattori di rischio, però, un episodio isolato è un'eccezione, e fra le cause da escludere c'è anche un'infezione sessualmente trasmessa: ha germi, esami e durate diverse, e trattarla come una cistite comune non la risolve.

Gli integratori prevengono le recidive?

Il D-mannosio e gli estratti di mirtillo rosso hanno qualche dato nella donna e molto pochi nell'uomo, e nessun prodotto di questo tipo sostituisce la correzione della causa. Se il residuo post-minzionale è elevato, il bersaglio è l'ostruzione e non il supplemento: valgono invece bere in modo regolare, non trattenere l'urina, svuotare la vescica con calma, trattare la stipsi e controllare la glicemia.

C'era sangue nelle urine ed è passato: devo controllare comunque?

Sì. L'ematuria che resta o che ricompare dopo la guarigione dell'infezione va studiata sempre, a qualunque età e soprattutto nei fumatori: è la regola che più spesso viene dimenticata e l'unica il cui mancato rispetto può costare caro.

Nell'uomo la domanda da chiudere non è quale antibiotico, ma perché è successo, e si chiude con una visita urologica: ecografia di vescica e prostata con misura del residuo nello stesso appuntamento, 150 euro e referto alla fine (tariffario). Portate l'urinocoltura eseguita prima di iniziare l'antibiotico, se esiste: senza quella il percorso riparte da capo. Numero unico +39 051 952 7971, sedi nella pagina contatti.

Fonti

Metodo e revisione

Parliamo del vostro caso, non del caso medio

Portate gli esami che avete già fatto: su cistite il confronto con i referti precedenti vale più di qualsiasi nuovo accertamento.