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Induratio Penis Plastica

Malattia di La Peyronie: fase attiva, fase stabilizzata, chirurgia.

In questa malattia tutto dipende dal momento: raddrizzare una curvatura che sta ancora cambiando vuol dire doverla raddrizzare una seconda volta, e insistere con le terapie mediche quando è ferma da anni vuol dire curare un bersaglio che non c'è più. L'Induratio Penis Plastica, nota anche come malattia di La Peyronie, è la formazione di una placca di tessuto fibroso nella tunica albuginea del pene. La placca non si allunga durante l'erezione e tira da un lato: il risultato è una curvatura comparsa in età adulta, spesso accompagnata da dolore nei primi mesi e da una perdita di lunghezza che i pazienti notano prima di tutto il resto.

Che cos'è
Placca fibrosa nella tunica albuginea: curvatura comparsa in età adulta, spesso con dolore nei primi mesi e perdita di lunghezza.
La distinzione che conta
Fase attiva (sei-diciotto mesi, dolore, curvatura che cambia) o fase stabilizzata (dolore assente, angolo fermo da tre-sei mesi): si opera solo nella seconda.
Esami
Palpazione della placca, fotografie dell'erezione fatte a casa, ecografia peniena con color Doppler dopo farmacoinfusione.
Terapia medica
Verapamil iniettato nella placca, tadalafil a basso dosaggio, antinfiammatori: controllano il dolore e contengono la progressione, non raddrizzano. Le onde d'urto agiscono sul dolore, non sulla curvatura.
Chirurgia
Plicatura fino a circa sessanta gradi con erezione valida, innesto nelle curvature maggiori, protesi quando si somma una disfunzione erettile grave.
Da mettere in conto
Uno o due centimetri di accorciamento nelle plicature e ipoestesia del glande nei primi mesi, di solito reversibile.
Visita
Visita andrologica 150 €, ecografia e referto nello stesso appuntamento.

Le due fasi, e perché sbagliare il momento costa caro

La malattia ha una fase attiva e una fase stabilizzata, ed è la differenza più importante dell'intera scheda.

Nella fase attiva, che dura in media dai sei ai diciotto mesi, la placca è in evoluzione: compare o aumenta il dolore in erezione, la curvatura cambia di mese in mese, la deformità non è definitiva. In questa fase la chirurgia è controindicata, perché correggere una curvatura che sta ancora cambiando significa dover rioperare.

Nella fase stabilizzata il dolore è scomparso, la curvatura è identica da almeno tre-sei mesi e la placca è dura, spesso calcifica. Solo qui si discute l'intervento.

L'errore che vedo più spesso è l'opposto: pazienti arrivati in fase attiva a cui è stato proposto subito un intervento, oppure pazienti in fase stabilizzata da tre anni che continuano terapie mediche inutili perché nessuno ha certificato che la fase attiva è finita.

Come si riconosce

Alla palpazione a pene flaccido si sente un nodulo o una placca, di solito sul dorso. La curvatura si valuta invece in erezione: per questo chiedo di portare due o tre fotografie dell'erezione, di profilo e dall'alto, fatte a casa. Non è una richiesta bizzarra, è il modo più affidabile di misurare l'angolo senza indurre un'erezione farmacologica alla prima visita.

L'ecografia peniena localizza la placca, ne misura le dimensioni e dice se è calcifica; con il color Doppler dopo farmacoinfusione valuta anche i flussi, perché una quota rilevante di pazienti ha contemporaneamente una disfunzione erettile, e la presenza o assenza di quest'ultima cambia completamente la scelta chirurgica.

Chi si ammala

L'età tipica è fra i cinquanta e i sessant'anni. Sono associati il diabete, l'ipertensione, la dislipidemia, il fumo, la chirurgia prostatica pregressa e la malattia di Dupuytren alla mano, che condivide lo stesso meccanismo fibrotico. L'ipotesi più accreditata è quella di microtraumi ripetuti durante il rapporto in soggetti geneticamente predisposti a una cicatrizzazione anomala.

Terapia medica: aspettative realistiche

Nessun farmaco orale fa sparire una placca. Le terapie usate in fase attiva hanno come obiettivo principale il controllo del dolore e il contenimento della progressione, non il raddrizzamento: le onde d'urto, in particolare, sono efficaci sul dolore e non sulla curvatura, e dirlo prima evita una delusione garantita. Quello che ha senso proporre, e con quali attese:

  • Verapamil intralesionale, 10 mg iniettati nella placca a cicli di sei-dodici somministrazioni a distanza di due settimane: è il trattamento locale con i dati migliori sul dolore, con un effetto modesto e non costante sull'angolo.
  • Tadalafil 2,5-5 mg al giorno, off-label: lo uso nei mesi della fase attiva, soprattutto quando coesiste una difficoltà di erezione, nell'ipotesi di contenere la fibrosi del setto.
  • Antinfiammatori non steroidei, ibuprofene o naprossene, per cicli brevi quando l'erezione fa male: è il sintomo che più spesso porta il paziente a chiedere aiuto, e si controlla bene.
  • Pentossifillina 400 mg due-tre volte al giorno e potassio para-aminobenzoato: letteratura favorevole ma debole, e il secondo richiede dosi alte con una tollerabilità gastrica che fa abbandonare molti pazienti.
  • Vitamina E e tamoxifene, prescritti per anni, non hanno retto il confronto con il placebo negli studi controllati: non li propongo, e a chi li sta assumendo spiego perché.
  • La collagenasi di Clostridium histolyticum, unico farmaco con indicazione registrata per questa malattia, non è più commercializzata in Europa dal 2020: chi la trova descritta sui siti stranieri deve sapere che qui non è ottenibile.

Le iniezioni intralesionali si eseguono in ambulatorio, il resto è terapia su prescrizione: le dosi riportate sono quelle di riferimento per l'adulto, e la decisione su cosa provare, per quanto e quando fermarsi dipende dalla fase della malattia, che si stabilisce visitando.

La trazione peniena quotidiana, condotta con costanza per mesi, è l'unico approccio conservativo con un effetto documentato sulla lunghezza, ed è utile soprattutto prima e dopo l'intervento.

Chirurgia: tre strade, una scelta

La decisione dipende da tre parametri: gradi di curvatura, qualità dell'erezione e lunghezza del pene.

  • Corporoplastica di plicatura (tecnica di Nesbit e varianti): per curvature fino a circa 60 gradi con erezione valida. Accorcia leggermente dal lato convesso, è la più semplice e con il minor rischio di peggiorare l'erezione.
  • Incisione della placca con innesto: per curvature maggiori, deformità complesse o restringimenti a clessidra, in pazienti con erezione conservata. Non accorcia, ma comporta un rischio di deficit erettile post-operatorio non trascurabile.
  • Impianto di protesi peniena, eventualmente associato a manovre di raddrizzamento: è la scelta quando alla curvatura si somma una disfunzione erettile grave che non risponde ai farmaci. Risolve i due problemi in un solo intervento.

Nei casi già operati altrove, con esiti complessi, esistono tecniche ricostruttive dedicate: su questo tema i video delle procedure eseguite nel nostro gruppo hanno ricevuto cinque premi ai congressi nazionali della Società Italiana di Andrologia fra il 2013 e il 2017.

Che cosa aspettarsi dopo

Una perdita di lunghezza di uno o due centimetri è fisiologica nelle plicature e va accettata consapevolmente prima dell'intervento, non scoperta dopo. L'ipoestesia del glande, legata alla manipolazione del fascio neurovascolare, è frequente nei primi mesi e nella maggior parte dei casi regredisce. La ripresa dei rapporti avviene a distanza di alcune settimane, secondo la tecnica utilizzata.

Quando non è La Peyronie

Se la curvatura c'è da sempre, dall'adolescenza, senza placca palpabile e senza dolore, non si tratta di Induratio ma di recurvatum congenito: patologia diversa, nessuna fase attiva da attendere, chirurgia programmabile quando il paziente lo desidera.

Domande frequenti

Come capisco se la malattia è ancora in fase attiva?

Due segni bastano a orientare: il dolore in erezione e una curvatura che cambia di mese in mese. Se il dolore è scomparso e l'angolo è identico da almeno tre-sei mesi la fase attiva è finita, e solo da quel momento ha senso parlare di chirurgia. Fotografare l'erezione a distanza di qualche settimana è il modo più semplice di verificarlo.

Le onde d'urto raddrizzano il pene?

No. Agiscono sul dolore della fase attiva, non sulla curvatura: nessuno studio mostra una correzione dell'angolo. Prometterlo genera una delusione garantita, ed è la ragione per cui conviene definire l'obiettivo del trattamento prima di iniziarlo.

Esiste un farmaco che fa sparire la placca?

Nessun farmaco orale la elimina. In fase attiva il verapamil iniettato nella placca, il tadalafil a basso dosaggio e gli antinfiammatori servono a controllare il dolore e a contenere la progressione, mentre la collagenasi di Clostridium histolyticum, unico farmaco registrato per la malattia, non è più in commercio in Europa dal 2020; sulla lunghezza l'unico approccio conservativo con un effetto documentato è la trazione peniena quotidiana, condotta per mesi.

Da quanti gradi di curvatura si opera?

Il numero da solo non decide. Conta se la penetrazione è possibile e com'è l'erezione: con erezione valida la plicatura copre le curvature fino a circa sessanta gradi, oltre quella soglia o nelle deformità a clessidra si passa all'innesto, e se all'angolo si somma un deficit erettile grave la scelta è la protesi.

Perché mi chiedete le fotografie dell'erezione?

Perché la curvatura esiste solo in erezione e a pene flaccido non è misurabile. Due o tre scatti di profilo e dall'alto, fatti a casa, danno l'angolo in modo affidabile senza indurre un'erezione farmacologica alla prima visita, e permettono di confrontare la deformità nel tempo.

Stabilire in quale fase siete è l'obiettivo della visita andrologica: misura della curvatura, palpazione della placca e, quando la rigidità è in dubbio, ecografia dinamica nello stesso appuntamento, con referto alla fine. La tariffa è di 150 euro (tariffario) e resta la stessa quando si tratta di una seconda opinione su un intervento già proposto: in quel caso portate il referto operatorio, le immagini degli esami e la proposta chirurgica ricevuta. Si prenota al numero unico +39 051 952 7971, valido per tutte le sedi della pagina contatti.

Fonti

Metodo e revisione

Parliamo del vostro caso, non del caso medio

Una pagina non visita nessuno: su induratio Penis Plastica la differenza la fanno l'esame obiettivo e l'ecografia, che si eseguono nello stesso appuntamento.