L'ipertrofia prostatica benigna è l'aumento di volume della prostata che accompagna l'invecchiamento e che, in una parte degli uomini, ostacola il deflusso dell'urina. È benigna nel senso letterale del termine: non è un tumore e non vi si trasforma. Il punto clinico non è quanto è grande, ma quanto disturba.
- Che cos'è
- Aumento di volume della prostata che in una parte degli uomini ostacola il deflusso dell'urina. Non è un tumore e non lo diventa.
- Che cosa decide
- Quanto disturba, non quanti grammi pesa: prostate da ottanta grammi possono non dare sintomi e prostate da trenta condizionare le notti.
- Due gruppi di sintomi
- Svuotamento (getto debole, esitazione, gocciolamento) e riempimento (urgenza, frequenza, risvegli notturni); i secondi pesano di più e migliorano più lentamente.
- Esami
- Esplorazione rettale, esame delle urine, creatinina, ecografia con volume prostatico e residuo post-minzionale, uroflussometria; PSA letto insieme a volume ed età.
- Da sapere sui farmaci
- Gli alfa-litici (tamsulosina, silodosina, alfuzosina) riducono spesso l'eiaculazione, ed è reversibile; finasteride e dutasteride dimezzano il PSA e mostrano l'effetto dopo sei mesi.
- Quando si opera
- Ritenzione urinaria ripetuta, residuo elevato e persistente, infezioni ricorrenti, calcoli vescicali, ematuria, funzione renale che peggiora.
- Visita
- Visita urologica 150 €: arrivate con il diario minzionale di tre giorni già compilato.
Il volume conta meno dei sintomi
Capita regolarmente di vedere uomini con prostate di ottanta grammi e minzione tranquilla, e altri con trenta grammi e una vita condizionata dai risvegli notturni. La prostata cresce verso l'interno o verso l'esterno a seconda della conformazione, e solo la crescita che comprime l'uretra produce ostruzione. Per questo nessuna decisione si prende guardando soltanto un numero su un referto ecografico.
I sintomi, divisi in due gruppi
I sintomi della fase di svuotamento dipendono direttamente dall'ostruzione: getto debole e che si interrompe, esitazione iniziale, sforzo per urinare, gocciolamento finale, sensazione di svuotamento incompleto.
I sintomi della fase di riempimento dipendono dalla vescica che reagisce all'ostruzione diventando iperattiva: urgenza, aumento della frequenza, risvegli notturni. Sono quelli che pesano di più sulla qualità della vita e, paradossalmente, quelli che rispondono più lentamente alla terapia: anche dopo aver rimosso l'ostacolo la vescica ha bisogno di mesi per riadattarsi.
Spiegarlo prima evita la delusione tipica del paziente operato che continua ad alzarsi due volte di notte e pensa che l'intervento sia fallito.
La nicturia non è sempre prostatica
Alzarsi di notte ha molte cause: scompenso cardiaco, apnee notturne, diabete, diuretici assunti la sera, semplice abitudine a bere nelle ore serali. Il diario minzionale di tre giorni — orari e volumi — è lo strumento che distingue una poliuria notturna da un'ostruzione, e costa solo la fatica di compilarlo. Lo chiedo quasi sempre, e cambia la terapia in una quota non piccola di pazienti.
Gli esami
Esplorazione rettale, esame delle urine, creatinina, PSA discusso caso per caso. L'ecografia sovrapubica misura il volume prostatico, l'eventuale lobo medio, lo spessore della parete vescicale e soprattutto il residuo post-minzionale, cioè quanta urina resta in vescica dopo aver urinato: è il dato che pesa di più nelle decisioni. L'uroflussometria oggettiva il flusso.
Sul PSA conviene essere chiari: l'ipertrofia lo alza, e un valore elevato in una prostata grande non significa tumore. Va interpretato insieme al volume, all'età e all'esplorazione, e non va dosato durante un'infezione o subito dopo un cateterismo.
Le opzioni, dalla più leggera
Nei sintomi lievi la vigile attesa con correzioni comportamentali è una scelta legittima: ridurre i liquidi nelle due-tre ore prima di coricarsi, limitare alcol e caffeina, rivedere l'orario dei diuretici con il medico curante, trattare la stipsi, svuotare la vescica senza fretta.
Gli alfa-litici rilassano la muscolatura del collo vescicale e agiscono in pochi giorni. Hanno due effetti da conoscere: l'ipotensione ortostatica e l'eiaculazione retrograda o ridotta, che è frequente e reversibile alla sospensione. Chi non viene avvisato la interpreta come un danno permanente.
Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi riducono il volume prostatico di circa un quarto, ma richiedono sei mesi per esprimere l'effetto, dimezzano il valore del PSA — al controllo quel numero va raddoppiato, altrimenti si legge un falso rassicurante — e possono ridurre desiderio ed erezione in una minoranza di pazienti. Sotto i trenta-quaranta grammi di prostata non hanno molto senso: non c'è tessuto da far regredire.
Le associazioni dei due si usano nelle prostate voluminose con sintomi importanti, anche in compressa unica. Quali molecole uso, e che cosa cambia fra loro:
| Farmaco | Quando lo uso | Che cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| Tamsulosina 0,4 mg | Alfa-litico di partenza, una volta al giorno dopo lo stesso pasto. | Getto migliore in tre-cinque giorni; eiaculazione ridotta in una parte dei pazienti, reversibile. |
| Silodosina 8 mg | Quando la tamsulosina non basta: è la più selettiva sulla prostata e la meno pressoria. | Buon effetto sui sintomi, ma l'eiaculazione si riduce in circa un paziente su cinque. |
| Alfuzosina 10 mg | Chi non intende rinunciare all'eiaculazione. | Interferenza eiaculatoria minima; qualche capogiro nei primi giorni. |
| Doxazosina 2-4 mg | Paziente anche iperteso, d'accordo con il medico curante. | Abbassa la pressione: dose crescente e assunzione serale. |
| Finasteride 5 mg | Prostate oltre i trenta-quaranta grammi, come terapia di fondo. | Volume in calo dopo sei mesi; PSA dimezzato; desiderio ridotto in una minoranza. |
| Dutasteride 0,5 mg | Stessa indicazione, anche in associazione fissa con la tamsulosina. | Emivita lunga: l'effetto sul PSA resta per settimane dopo la sospensione. |
| Tadalafil 5 mg al giorno | Sintomi urinari e disfunzione erettile nello stesso uomo. | Migliora entrambi; vietato con i nitrati. |
| Solifenacina 5 mg o mirabegron 50 mg | Urgenza e frequenza che restano, con residuo post-minzionale basso. | Residuo da ricontrollare a quattro-sei settimane; bocca secca con la prima, pressione da seguire con il secondo. |
| Desmopressina a basso dosaggio | Nicturia da poliuria notturna documentata dal diario. | Sodio da controllare nel sangue; prudenza sopra i sessantacinque anni. |
Resta fuori dalla tabella la serenoa repens 320 mg, il prodotto più assunto in assoluto per la prostata: la revisione Cochrane che ha messo insieme gli studi controllati non le riconosce un effetto superiore al placebo sui sintomi, e lo dico anche a chi la prende da anni convinto del contrario.
Quando si passa alla chirurgia
Non per il volume, ma per fatti concreti: ritenzione urinaria acuta ripetuta, residuo elevato e persistente, infezioni urinarie ricorrenti, calcoli vescicali, ematuria ricorrente di origine prostatica, peggioramento della funzione renale, oppure sintomi che restano invalidanti nonostante una terapia medica condotta correttamente.
Le tecniche disponibili vanno dalla resezione endoscopica all'enucleazione con laser fino alle procedure mininvasive che risparmiano l'eiaculazione, e la scelta dipende dal volume, dalla presenza di un lobo medio, dall'uso di anticoagulanti e da quanto conta per il paziente conservare l'eiaculazione anterograda. È una conversazione da fare prima, perché su questo punto le preferenze individuali sono molto diverse.
Il legame con la sfera sessuale
Sintomi urinari e disfunzione erettile viaggiano insieme più di quanto si ammetta in ambulatorio: condividono fattori di rischio vascolari e si influenzano a vicenda. Valutarli nella stessa visita, invece che in due percorsi separati, evita terapie che migliorano un sintomo peggiorando l'altro.
Domande frequenti
L'ipertrofia prostatica può diventare un tumore?
No. È benigna nel senso letterale: non è un tumore e non vi si trasforma, e le due condizioni possono semplicemente coesistere nello stesso uomo perché entrambe aumentano con l'età. Questo è anche il motivo per cui l'ipertrofia non esonera dai controlli, ma non è lei a richiederli.
La mia prostata è grande: devo operarmi?
Il volume da solo non è un'indicazione. Si opera per fatti concreti — ritenzione ripetuta, residuo elevato e persistente, infezioni ricorrenti, calcoli vescicali, ematuria, funzione renale che peggiora — o per sintomi invalidanti nonostante una terapia condotta bene. Prostate da ottanta grammi possono non dare alcun disturbo.
L'alfa-litico ha ridotto l'eiaculazione: è definitivo?
No, è reversibile alla sospensione. L'eiaculazione retrograda o ridotta è un effetto frequente di questa classe di farmaci e non indica un danno: chi non viene avvisato prima la interpreta come permanente. Se dà fastidio si discute il passaggio all'alfuzosina, che interferisce molto meno, o un cambio di strategia.
Perché il PSA è alto se la malattia è benigna?
Perché l'ipertrofia stessa lo alza: un valore elevato in una prostata grande non significa tumore, e va letto insieme al volume, all'età e all'esplorazione. Non si dosa durante un'infezione o subito dopo un cateterismo, e chi assume un inibitore della 5-alfa-reduttasi deve ricordare che il farmaco dimezza il valore.
Dopo l'intervento smetterò di alzarmi di notte?
Non subito, e non sempre. I sintomi di riempimento dipendono dalla vescica che ha reagito all'ostruzione diventando iperattiva, e dopo la rimozione dell'ostacolo le serve qualche mese per riadattarsi. Alcune nicturie, poi, non sono prostatiche: il diario minzionale di tre giorni distingue una poliuria notturna da un'ostruzione prima di qualunque decisione.
La scelta fra attesa, farmaco e chirurgia si decide su tre dati: quanto disturbano i sintomi, quanto resta in vescica dopo la minzione e quanto è grande la prostata. Si ottengono tutti in una visita urologica con ecografia nello stesso appuntamento, 150 euro e referto alla fine (tariffario), e conviene arrivare con il diario minzionale di tre giorni già compilato. Numero unico +39 051 952 7971; indirizzi nella pagina contatti.
