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Corporoplastica peniena

Raddrizzare un pene curvo: plicatura, innesto o protesi.

La corporoplastica è l'intervento che raddrizza un pene curvo agendo sulla tunica albuginea dei corpi cavernosi. Si usa sia nel recurvatum congenito, dove la curvatura c'è da sempre, sia nell'Induratio Penis Plastica, dove compare in età adulta per via di una placca fibrosa. Stesso principio geometrico, due percorsi preoperatori completamente diversi.

Tre misure prima di decidere
Gradi e direzione della curvatura, qualità dell'erezione documentata, lunghezza in stiramento: nessuna delle tre si ottiene a parole.
Nella Peyronie in più
La malattia deve essere stabilizzata: curvatura immutata da tre-sei mesi e dolore scomparso.
La regola di scelta
Curvatura moderata ed erezione buona: plicatura. Curvatura grave ed erezione ottima: innesto. Erezione compromessa: protesi con manovre di raddrizzamento.
Il costo in centimetri
Uno-due centimetri nelle plicature, proporzionali ai gradi corretti; l'innesto non accorcia ma espone a un rischio concreto di deficit erettile.
Decorso
Edema e lividi per due-tre settimane, rapporti dopo quattro-sei settimane nelle plicature e più tardi dopo innesto; trazione peniena quotidiana raccomandata nel post-operatorio.
Risultato realistico
Un pene funzionalmente dritto, con curvatura residua sotto i venti gradi: la perfezione geometrica non è un obiettivo chirurgico sensato.
Valutazione
Visita andrologica 150 €, con ecografia dinamica quando la rigidità è in dubbio (tariffario).

Che cosa si misura prima di decidere

Servono tre informazioni e nessuna si ottiene a parole. Il grado e la direzione della curvatura, misurati su fotografie dell'erezione scattate a casa di profilo e dall'alto, oppure in erezione indotta. La qualità dell'erezione, documentata con l'ecografia dinamica quando c'è anche solo il sospetto di un deficit. La lunghezza in stiramento, perché ogni tecnica ha un costo in centimetri e chi parte corto non può permettersi lo stesso intervento di chi parte lungo.

Nella Peyronie si aggiunge una quarta condizione: la malattia deve essere stabilizzata. Curvatura immutata da almeno tre-sei mesi e dolore scomparso. Operare in fase attiva significa correggere una deformità che continuerà a cambiare.

Le tecniche, e il criterio per sceglierle

Plicatura e tecnica di Nesbit. Si accorcia il lato convesso, quello più lungo: nella Nesbit asportando un piccolo cuneo di tunica e suturando, nelle plicature con punti che raccolgono il tessuto senza asportarlo. È la scelta per curvature fino a circa sessanta gradi in pazienti con erezione valida. Vantaggio: non si tocca la placca, quindi il rischio di peggiorare l'erezione è minimo. Prezzo: un accorciamento proporzionale ai gradi corretti.

Incisione o escissione della placca con innesto. Si allunga il lato concavo aprendo la placca e colmando il difetto con un innesto. Indicata per curvature oltre i sessanta gradi, deformità complesse, restringimenti a clessidra. Vantaggio: non accorcia e può recuperare lunghezza. Prezzo: un rischio concreto di disfunzione erettile post-operatoria, perché l'intervento agisce direttamente sul meccanismo veno-occlusivo. Si propone solo a pazienti con erezione ottima di partenza.

Protesi con manovre di raddrizzamento. Quando alla curvatura si somma un deficit erettile grave, la protesi peniena risolve entrambi i problemi: i cilindri stessi, con eventuali manovre di modellamento, raddrizzano il pene.

La regola pratica è questa: curvatura moderata ed erezione buona, plicatura; curvatura grave ed erezione ottima, innesto; erezione compromessa, protesi. Il resto sono sfumature tecniche.

Come si svolge

Anestesia locoregionale o generale, incisione circoncisionale o localizzata secondo la tecnica, ricovero breve o day surgery. Durante l'intervento si induce un'erezione artificiale per verificare il risultato prima di chiudere: è il passaggio che determina la precisione della correzione, e il motivo per cui la geometria va pianificata ma anche controllata sul campo.

Nei pazienti non circoncisi con prepuzio ridondante o fimosi si valuta una circoncisione contestuale, per prevenire l'edema prepuziale post-operatorio.

Il decorso

  1. Prime notti. Le erezioni notturne tirano sui punti e sono la parte più fastidiosa del decorso: si gestiscono con paracetamolo 1 g e un antinfiammatorio come il ketoprofene o l'ibuprofene, e nei primi giorni con una benzodiazepina a basso dosaggio prima di dormire, che riduce risvegli e tensione: in questa indicazione è un uso off-label di pochi giorni, e rientra nella prescrizione che consegno alla dimissione insieme al resto. La profilassi antibiotica, di norma una dose singola di cefazolina all'induzione dell'anestesia, non va prolungata per giorni: non serve e seleziona resistenze.
  2. Prime due-tre settimane. Edema e lividi sono il decorso previsto, non una complicanza.
  3. Quando la guarigione lo consente. Si inizia la trazione peniena quotidiana: limita la perdita di lunghezza, è raccomandata soprattutto dopo le plicature e richiede costanza per mesi. I pazienti che la eseguono davvero ottengono risultati migliori.
  4. Quattro-sei settimane. Ripresa dei rapporti nelle plicature; dopo innesto i tempi sono più lunghi e li fissa il controllo.

Risultati e limiti

L'obiettivo realistico è un pene funzionalmente dritto, cioè con una curvatura residua inferiore ai venti gradi che non ostacola i rapporti. Una perfezione geometrica assoluta non è un obiettivo chirurgico sensato.

Gli effetti da conoscere: accorciamento di uno-due centimetri nelle plicature; nodularità palpabili in corrispondenza delle suture; ipoestesia del glande nei primi mesi, in genere reversibile; curvatura residua o recidiva che in una minoranza di casi richiede un secondo tempo.

Chirurgia di revisione

Una parte dei pazienti che vedo arriva già operata altrove, con curvature residue, accorciamenti importanti o esiti di complicanze. Sono interventi tecnicamente più impegnativi e vanno pianificati con più cautela. I video delle corporoplastiche e delle ricostruzioni eseguite nel nostro gruppo hanno ricevuto cinque riconoscimenti ai congressi nazionali della Società Italiana di Andrologia fra il 2013 e il 2017; gli attestati sono raccolti nella pagina Multimedia.

Domande frequenti

Quanto si perde in lunghezza?

Nelle plicature uno-due centimetri, in misura proporzionale ai gradi corretti. L'innesto non accorcia e in alcuni casi recupera lunghezza, ma ha un prezzo diverso: un rischio concreto di deficit erettile, perché agisce direttamente sul meccanismo veno-occlusivo. È il motivo per cui si propone solo a chi parte con un'erezione ottima.

Il pene resterà perfettamente dritto?

L'obiettivo realistico è un pene funzionalmente dritto, con una curvatura residua sotto i venti gradi che non ostacola i rapporti. La perfezione geometrica assoluta non è un obiettivo chirurgico sensato, e prometterla è il modo più rapido di creare un'insoddisfazione.

Si può operare una Peyronie che fa ancora male?

No. Serve la stabilizzazione: curvatura immutata da almeno tre-sei mesi e dolore scomparso. Operare in fase attiva significa correggere una deformità che continuerà a cambiare, e quindi mettere in programma un secondo intervento.

Perché mi è stata proposta anche la circoncisione?

Nei pazienti non circoncisi con prepuzio ridondante o fimosi si valuta una circoncisione contestuale, per prevenire l'edema prepuziale post-operatorio. Non è una regola per tutti: dipende dall'incisione scelta e dalle condizioni del prepuzio.

Come si verifica il risultato durante l'intervento?

Si induce un'erezione artificiale in sala, prima di chiudere, per controllare la correzione ottenuta. È il passaggio che determina la precisione: la geometria si pianifica sulle misure preoperatorie, ma va verificata sul campo.

La tecnica si sceglie su misure, non su impressioni: gradi di curvatura, qualità dell'erezione e lunghezza si valutano in una visita andrologica da 150 euro, con ecografia dinamica quando la rigidità è in dubbio e referto consegnato alla fine (tariffario). Per una seconda opinione su un intervento già proposto portate la proposta chirurgica e le immagini degli esami. Si prenota al numero unico +39 051 952 7971, sedi nella pagina contatti.

Le tecniche di corporoplastica fanno parte dello stesso percorso formativo: il corso itinerante N.A.S.A. in chirurgia andrologica, con l'attestato consultabile nella pagina Multimedia.

Fonti

Metodo e revisione

Prenotare: corporoplastica peniena

Il costo di corporoplastica peniena è lo stesso in ogni sede, e comprende il referto consegnato al termine.